MADAGASCAR DIETRO LE QUINTE


Il mio viaggio in Madagascar alla scoperta di questa isola africana meravigliosa e della sua popolazione è cominciato un giorno di giugno. Volo Milano-Antananarivo.

 

Le persone mi hanno subito colpita per la loro ospitalità e capacità di affrontare la vita "piano piano" e col sorriso, anche quando l'acqua manca e quella nei bidoni al sole sta finendo; quando gli uomini scavano tunnel nella terra per ore, senza alcuna sicurezza, sperando di trovare pietre preziose da vendere; quando portano al pascolo gli zebu per chilometri o raggiungono i mercati dove vendere i prodotti che coltivano e gli animali che allevano; quando ai bambini mancano le penne per scrivere e i vestiti per riscaldarsi nelle fredde mattine invernali a scuola. 

 

 

Persone di tutte le età che già prima dell'alba si riversano in strada per lavorare fino a quando il sole tramonta e le luci elettriche, nei centri più grandi, si contano sulle dita di una mano. Allora il cielo si presenta in tutta la sua verità: nero e pieno di punti luminosi da ammirare nella notte australe.

 

 

La natura dai contrasti così forti mi ha conquistata. Percorrendo il Madagascar da sud a nord e da est a ovest ho attraversato zone climatiche molto diverse fra loro:da un lato quelle aride, dove domina il colore rosso del terreno, dall'altro quelle verdeggianti a causa delle abbondanti piogge,

 

Ho potuto osservare animali unici come i lemuri che vivono nelle poche foreste rimaste, ma anche le distese di coralli condannate a uno sbiancamento incessante, che rende ogni anno più problematica la sussistenza della popolazione costiera da sempre legata alla pesca.

 

 

Ho vissuto a contatto con la natura e con i suoi abitanti: donne, uomini e bambini che ho incontrato nei momenti della loro vita quotidiana, durante le cerimonie della circoncisione, nelle botteghe in cui realizzano giocattoli e oggetti con alluminio riciclato o dove fabbricano carta decorata con fiori.

 

 

Questo viaggio mi ha permesso di fare un'esperienza straordinaria in un'isola che rischia di perdere gran parte della sua ricchezza a causa dei problemi ambientali e di una troppo spesso sbagliata politica di gestione delle risorse.

 

 

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